La festa del 2 giugno con l’Unuci e l’unità cinofila al Frejus

Istituto Frejus, ore 10.00

2 giugno 1946: una data fondamentale nella nostra storia. Sono il giorno, il mese e l’anno del Referendum istituzionale, quando gli Italiani scelsero la forma istituzionale dello Stato.

Ma è il 2 giugno la data scelta per diventare la festa della Repubblica. Il motivo è chiaro. Pensiamo un attimo a che cosa significò quel giorno per gli Italiani: finalmente, dopo più di 20 anni di negazione del diritto di voto, poterono partecipare a libere elezioni. E questo avvenne per gli uomini e – voglio sottolinearlo – per le donne.

Furono le prime elezioni libere – dopo la dittatura, dopo la devastazione della guerra, dopo una lacerante guerra civile – e furono le prime elezioni politiche a suffragio universale maschile e femminile.

In quella stessa data si chiese di eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente, alla quale spettava il compito di scrivere la nuova Carta costituzionale.

Erano anni di tensioni per il nostro Paese, uscito a pezzi dalla guerra e ancora diviso sul piano ideologico, politico e sociale. Ma era un Paese che aveva fame di rinnovamento, che voleva libertà e progresso.

L’affluenza altissima alle urne (25 milioni di votanti su 28 milioni di aventi diritto: quasi il 90%) dimostra questo anelito di cambiamento, dimostra la volontà di partecipare alla vita dello Stato.

Il 25 giugno 1946 iniziarono i lavori della Costituente. Da quegli uomini e quelle donne diversi per fede politica, per opinioni, per formazione scaturì la nostra Costituzione, che da molti, forse enfaticamente, è stata definita “la più bella del mondo”. Quello che è certo è che ha fornito le basi della nostra convivenza civile e, nei primi 12 articoli, ha enunciato i principi su cui si fonda la Repubblica italiana.

Sono principi che talvolta diamo per scontati, senza renderci conto che rappresentano una conquista ottenuta col sacrificio e spesso a prezzo della vita. Affermava Sandro Pertini che “dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi”. C’è un legame indissolubile tra Resistenza, Costituzione Repubblica.

Noi, come scuola, abbiamo ben presente la direzione che ci indica la Costituzione e su quella abbiamo impostato la nostra azione educativa. In particolare, quest’anno abbiamo scelto di lavorare sul tema della cittadinanza. Ogni disciplina ha esaminato i settori particolari in cui sono applicati i principi fondamentali della carta costituzionale.

L’educazione alla cittadinanza deve avvenire nel confronto, nella discussione, nella ricerca di valori e di pratiche di vita civile. E nello studio, perché la conoscenza è la strada principale per essere cittadini; è la strada che rifiuta le approssimazioni e gli slogan, in una continua ricerca di miglioramento.

E oggi, a scuola, abbiamo voluto rendere omaggio ai corpi militari e civili dello Stato, perché con il loro sacrificio e con il loro impegno hanno onorato e continuano ad onorare il nome alto e nobile della nostra patria. Come? Offrendo dei simboli per esaltarne il valore e il profondo significato che ha per noi, cittadini d’Italia.

Alla presenza dell’Unuci, della sezione Cinofila e dell’Amministrazione del Comune di Bardonecchia sfila il tricolore, segno di coraggio, ardimento e fedeltà.

Ecco poi arrivare lo Stendardo: vessillo distintivo della presenza del nostro Presidente Mattarella, quale simbolo di Unità Nazionale e garante della nostra Costituzione, e l’emblema della Repubblica italiana: la stella simbolo patrio italiano dai tempi dell’antica grecia, la ruota dentata d’acciaio simbolo dell’attività lavorativa; e i due rami, uno d’ulivo – volontà di pace e fratellanza e l’altro di quercia, forza e dignità del popolo italiano.

Infine… Buon Compleanno Costituzione per i tuoi 71 anni! La nostra Repubblica è nata con la vocazione alla pace, all’apertura agli altri Paesi e agli altri popoli, votata al dialogo e alla collaborazione, all’integrazione dell’Europa, al rispetto e al sostegno nei confronti delle organizzazioni internazionali. Tutti questi valori sono alla base della nostra democrazia intorno ai quali si raccoglie unito il nostro Paese.

Celebriamo, quindi, la Festa della Repubblica esponendo la nostra bandiera, “vessillo di libertà conquistata da un popolo che (…) trova la sua identità nei principi di fratellanza, uguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà”.

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