Il coraggio che ci ha insegnato Manuel

Classe 1999. Nato a Trieste, ma di Treviso. Manuel Bortuzzo aveva deciso di prendere il nuoto di petto; l’anno prima aveva passato una stagione difficile avendo contratto la mononucleosi. Deciso a rimettersi in pari e ad andare sempre più forte voleva allenarsi con Paltrinieri e Detti. La famiglia aveva appoggiato la scelta e deciso di investire sul suo sogno: diventare un nuotatore vero!

Purtroppo la vita ha messo davanti al cammino di Manuel un ostacolo molto grande. Un sabato notte come tanti, tra amici, risate e felicità, Manuel è lì in piedi affianco alla sua fidanzata. Un attimo dopo uno sparo: lui cade, ha gli occhi chiusi e gli amici pensano che sia morto. Poco dopo arriva l’ambulanza.

Manuel è in ospedale, non si ancora nulla, gli amici sono lì e il giorno seguente arriveranno anche i famigliari.

Lesione midollare completa: questa è la prognosi. Manuel non potrà più camminare.

Il nuoto è al centro della sua vita, diventare un nuotatore professionista e partecipare alle Olimpiadi sono i suoi più grandi sogni e forse ora è tutto rovinato.

Manuel però non piange, non l’ha mai fatto. Dice che supererà anche questa, che ce la farà, che ricomincerà da capo, che cambierà allenamento. Al suo sogno non rinuncia.

Manuel, un ragazzo con grandi ambizioni, con grande forza, insegna a tutti come vivere, ci fa vedere che non bisogna arrendersi, che se la strada che stavi percorrendo crolla, se ne può prendere un’altra per arrivare dove si vuole, che non c’è niente di impossibile. Mostra a tutti noi cosa vuol dire avere coraggio, quello vero, quello che ti spinge sempre più in alto nonostante tutto; perché ci vuole coraggio a sorridere dopo aver perso l’uso delle gambe, ce ne vuole molto a ricominciare tutto da capo quando la tua vita andava alla grande e crolla di colpo.

E Manuel di coraggio ne ha da vendere e non mollerà mai!

Grazie Manuel, grazie di averci insegnato a vivere, grazie di questa tua lezione, sei un esempio per tutti, probabilmente chi ti conosceva lo sapeva già che eri un ragazzo straordinario ma ora lo sanno tutti. Grazie davvero.

Charlotte Audibert – 4 Afm

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