Dadaismo e surrealismo : le diverse versioni della realtà

La settimana al rientro dalle vacanze di Natale, la fondazione Ferrero di Alba ha ospitato la mostra intitolata “Dal nulla al sogno” che ha per protagonisti dadaismo e surrealismo. Quest’ultime sono due correnti molto particolari da diversi punti di vista, compreso il pensiero che vi si cela dietro.

L’Istituto Frejus ha colto subito l’occasione e grazie all’aiuto della professoressa di Storia dell’arte Cecilia Mainardi, le classi 3^, 4^ e 5^ LES hanno avuto la fortuna di poter partecipare all’iniziativa.

Le opere esposte sono di alcuni dei maggiori esponenti di entrambe le correnti artistiche come ad esempio Salvador Dalì e Renè Magritte.

La giornata dei nostri ragazzi è iniziata alle 7:45 con un bel viaggio in autobus, direzione Alba! Una volta arrivati nella sede Ferrero, opportunamente allestita per ospitare la mostra, a tutti gli studenti sono stati forniti degli auricolari per poter ascoltare al meglio le descrizioni della guida.

Tutti, bene o male, conoscono alcune opere del visionario Dalì, ma non tutti hanno presente il dadaismo, soprattutto nella sua interezza e derivazione.

Il dadaismo nasce negli anni ‘20, anche in reazione alla Prima Guerra Mondiale, dalla sovversione di alcuni artisti verso gli standard tradizionali; questo movimento non riguarda solo la parte artistica, ma interessa anche teatro e letteratura. “Dada” (il nome originario) non possiede un vero e proprio significato, infatti gli artisti utilizzavano spesso la frase “Dada means nothing”.

Gli artisti dada ricercavano volutamente la stravaganza e la libertà di creatività e si può dire che talvolta il loro pensiero seguisse un solo standard : non importa di cosa si trattasse, il loro lavoro si tramutava automaticamente in arte, in quanto era stato creato da un artista per definizione.

Una volta conclusa la visita che trasformava il reale in immaginario, gli studenti sono tornati nel mondo di tutti i giorni e per concludere in bellezza, si sono spinti fino al centro storico di Alba per scoprire le radici della città.

In questa breve gita è stata impartita una importante, anche se sottovalutata, lezione : la visione della realtà è soggettiva e può sempre mutare. All’interno della nostra mente quella che chiamiamo realtà è la nostra personale versione di finzione. (semicit.)

Gaia Calzati, classe IV

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