I miei ricordi sul Natale…

Vi presentiamo  alcuni pensieri e tracce presi dai temi assegnati dalla prof.ssa di Italiano sul tema del Natale. Come sempre ci scaldano il cuore, oggi più che mai perchè si sente nell’aria questo profumo di magia che solo il Natale porta con sè.

Sono sempre stata una di quelle bambine che avrebbero voluto festeggiare il Natale ogni giorno dell’anno. Non per la tavola imbandita, il panettone o i regali, ma bensì per la fantastica “magia” che c’è nell’aria. Non ho mai definito il Natale come una semplice festa: credo che sia molto di più. È il giorno che i bambini di tante parti del mondo aspettano sognanti da tutto l’anno, è il momento che le nonne attendono ansiose perché dev’essere tutto in ordine e semplicemente perché l’unica cosa che vogliono è vedere la felicità negli occhi dei propri familiari. È la notte più bella per gli anziani signori del paese che, non avendo più nessuno accanto, si recano in chiesa e allo scoccare della mezzanotte si rendono conto che la felicità esiste ancora. È la notte più bella in assoluto, almeno per me!

Vittoria Castellano, classe III

Da quando è nato il mio cuginetto Sebastian il Natale per me è diverso rispetto a prima. Ora è lui al centro dell’attenzione di Babbo Natale e quindi raccontargli delle storie su questo personaggio mi piace tantissimo. Con lui la cosa che preferisco è uscire al mattina e andare a giocare nella neve, oppure insegnargli a sciare con mio padre. L’anno scorso è stato il suo vero primo Natale, e vederlo aprire i regali e ridere è stato molto bello. Forse è questa la vera essenza del Natale.

Leonardo Rigamonti, classe II

Una volta credevo a Babbo Natale e alla magia che gli stava intorno. Ora credo alla magia: le luci, gli alberi, la cena di famiglia… ha tutto un’atmosfera speciale. Però il periodo in cui credevo ancora a Babbo Natale è stato straordinario. Il 24 dicembre era sempre un momento particolare: si percepiva un silenzio molto rilassante, quasi come se il pianeta Terra avesse smesso di compiere il suo solito moto di rotazione.

Davide Destefanis, classe III

Durante il cenone un’abitazione che fino al 23 dicembre ospitava quattro persone, ora ne ospita venti, tutti vestiti eleganti davanti a una tavola lunga con sedie bianche. Le tovaglie hanno adagiati sopra centrini di pizzo d’oro e candele rosse riposte su candelabri d’argento ripuliti per l’occasione la sera precedente dalle nonne. Ecco, queste sono le vere e proprie tradizioni decennali se non secolari, che si uniscono alla cultura gastronomica che spazia da prelibatezze di carne ad antipasti di pesce. Ovviamente non può mancare il famoso tacchino farcito, tradizione nata in America a rispettata anche da molte persone nel resto del mondo; esso viene tagliato solo ed esclusivamente con una lama lunga ed affilata simile ad una sciabola, con dei manici di madreperla o legno. Tutto è poi accompagnato dalla musica: voci che racchiudono unione, fratellanza e culture diverse che si ritrovano a festeggiare insieme.

Paolo Nuzzaco, classe V

La mattina di Natale appena mi svegliavo c’era tutta la mia famiglia che mi aspettava. Mia zia si travestiva da Babbo Natale e con un sacco grande color rosso ci portava tutti i regali che avevamo chiesto. Ricordo ancora adesso gli occhi miei, di mio fratello e delle mie cuginette pieni di meraviglia e felicità. A pranzo mia mamma cucinava dei piatti tradizionali albanesi deliziosi, che al solo pensiero mi facevano venire l’acquolina in bocca. Uno dei miei preferiti è il Biriam, una specialità della mia città d’origine: Elbasan. È fatto con riso ben speziato e carne di vitello, tutto cucinato in forno. Ovviamente adesso dato che sia io che mio fratello siamo più grandi nei giorni di Natale si respira un’aria diversa. Ma non vediamo comunque l’ora che arrivi, e le tradizioni rimangono le stesse.

Kejsi Qerimi, Classe III

Credo che la mia famiglia festeggi il Natale come molte altre in Italia, l’unica differenza è che da noi a Sauze d’Oulx questo è il momento più impegnativo della stagione, dove sono presenti molti turisti e per questo bisogna lavorare e dare una mano alla propria famiglia. DI solito passo il 24 e il 25 dicembre con gli amici dopo aver finito di lavorare da mio padre;  da anni ormai ci troviamo al bar da me a parlare del più e del meno, ci diciamo cosa ci hanno regalato quell’anno e poi se si ha voglia si festeggia. Le cose che sono cambiate di più rispetto a quando ero bambino sono i regali, che una volta erano tanti e belli, mentre ora non sempre me li fanno. Menomale che c’è mia sorella, che pensa sempre a me!!

Matteo Daverio, Classe III

Ricordo ancora la casa dei nonni a Ivrea: avevano un immenso albero luminoso, che ogni anni cambiava colore. La nonna lo addobbava con mille palline colorate e tante, anzi tantissime lucine, una delle cose che più preferisco di questa festa. Quando entravamo in casa sembrava di essere in Paradiso, illuminati da tanta bellezza. Una volta, lo ricordo come se fosse ieri, l’albero era pieno di farfalle bianche e nere, ovviamente finte, che avevano spaventato a morte Martina, mia sorella, che all’età di ventun anni aveva ancora la sua strana fobia di questi mostriciattoli pelosi! Che famiglia strana eh?

Greta Bado, Classe III

Gli ultimi due anni Babbo Natale l’ho fatto io: mi travestivo in bagno, mettendo un cuscino sulla pancia e gli occhiali, uscivo dal garage e poi andavo al cancello a bussare. I miei parenti ridevano sempre perché dovevo stare chinata per non far cadere il cuscino!

Ludovica Castaldo, classe III

La vigilia di Natale vado a messa con il gruppo storico di Bardonecchia; la veglia di Natale inizia a mezzanotte e perciò prima delle due non sono a casa. Alla fine il gruppo regala dei piccoli pensierini per augurare “Buon Natale”; visto che la chiesa è sempre piena bisogna aspettare che escano tutti e poi dopo ci fanno le foto di gruppo e solo a quel punto posso tornare a casa. Prima di andare a dormire devo però togliermi il vestito, operazione che mi prende una ventina di minuti circa, dato che ha diversi strati. Finalmente vado a dormire, e mi preparo per il gran giorni di Natale.

Simona Ghivarello, classe III

Mi ricordo che io e mio fratello scendevamo le scale di corsa correndo per arrivare il prima possibile sotto l’albero. Una volta lì cominciava il terremoto: carta sparsa ovunque, noi che correvamo per tutta casa con i regali nuovi… Mi ricordo che un anno io e mio fratello abbiamo ricevuto un carretto da agganciare al miniquod che già avevamo in casa. Nella stessa mattinata siamo usciti fuori per provarlo, lo abbiamo riempito di neve e poi ci abbiamo messo pure il nostro cane, Axel, un San Bernardo che in quegli anni era ancora un cucciolo; e per fortuna, altrimenti avrebbe sfondato il carretto!

Andrea Bondi, classe III

I regali più belli che ho ricevuto a Natale? Dato che sono appassionato di Harry Potter e di lego sono stati costruzioni con i mattoncini di diverso tipo e poi tutte la saga in cd di Harry Potter. Poi ce ne sono stati anche molti altri, tipo la mia prima televisione, il primo telefono, un profumo e un fucile che spara vernice: era da molto tempo che lo volevo!

Alessandro Vachet, classe II

Alla fine dell’anno arriva il più magico di tutti i momenti: il Natale. Per me e mia mamma la viglia vuol dire aspettare che le mie sorelle dormino per disporre tutti i regali attorno all’albero. Natale lo si riconosce da tutte le case e le strade addobbate, dalle mille lucine che brillano, dagli alberi colorati e dalle super cene e pranzi abbondanti dove inevitabilmente c’è lo scontro tra pandoro e panettone. Ma a parte tutte queste cose materiali natale è bello perché ci si riunisce tutti insieme.

Charlotte Audibert, classe IV

thumbnail_Le tradizioni di natale

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