La peste a Bardonecchia

Giovedì 8 marzo come ogni anno l’istituto Frejus si è recato nella chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito, per assistere alla messa che raccontava del voto che è stato fatto nel lontano 1630.

La storia narra che nel 1629 il Re Luigi XIII scese in Italia e arrivò in Alta Valle Susa con 20.000 fanti e 2.000 cavalli.

Questo esercito passò l’inverno sulle nostre montagne e nell’agosto del 1630 scoppiò la grande peste, che si presume sia stata portata da queste truppe.

Fu un evento drammatico che colpì gran parte della popolazione. Allora la popolazione intera si unì in un preghiera comune, facendo il voto solenne a S.Rocco.

Nell’archivio parrocchiale un manoscritto del 1632 segna i nomi dei 739 morti e anche quelli delle 311 persone rimaste in vita.

Il giovedì di metà Quaresima, da ben 379 anni, la comunità di Bardonecchia, per ricordare questo antico voto risalente al 29 giugno 1630, celebra la Messa Comunale in onore di San Rocco, Messa durante la quale il Parroco, dando lettura del testo originale e completo, rinnova l’invocazione e la promessa di rito perpetuo che la popolazione volle rivolgere ai Santi Rocco e Sebastiano in un travagliato periodo della storia bardonecchiese. Le donne si presentano con l’antico costume e lo scialle di colore viola del tempo quaresimale.

Bardonecchia ha quindi obbedito al voto fatto dai nostri antenati.

Nel corso della messa, a seguito della lettura del voto, si è proceduto alla nomina dei Priori di Sant’Ippolito.

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