La città dei miei sogni.

Se doveste descrivere la vostra città ideale, come sarebbe? Ecco qualche spunto preso da un nostro alunno di seconda, Riccardo! Preparatevi ad entrare in un’atmosfera mitica e grandiosa, dove ogni particolare ha le sue leggende e ci SI sente pronti per grandi imprese.

Nel mezzo di un grande pianoro, terminante in un’appuntita scogliera da cui si sente echeggiare il rumore delle onde oceaniche infrangersi sugli scogli, sorge una maestosa città, circondata da possenti mura e da un alternarsi di torrette di vedetta.
Oltrepassato il maestoso ponte che sormonta un precipizio infinito, si giunge finalmente alle soglie della città.
All’entrata vi è posta una porta mastodontica, ai lati due antiche statue vegliano su di essa.
Entrandovi il paesaggio cambia notevolmente, quello che poteva sembrare un borgo medioevale, in realtà è un agglomerato all’avanguardia.
Gli alti palazzi di vetro dominano i cieli immensi, il municipio anch’esso costruito interamente di vetro sorge su un’alta collina circondata da una grande muraglia, controllata notte e giorno da una serie di soldati armati di tutto punto.
Di fronte al municipio vi è la piazza principale.
Tutto ai lati sorgono degli alti portici sorretti da antiche statue raffiguranti figure mitologiche. Al centro della piazza è posta la fontana sacra, chiamata cosi per il suo aspetto possente e per la sua storia. Le leggende narrano che Odino in persona, padre di tutti gli dei, abbia fatto costruire quella fontana.
La gente di Lotbroch, questa meravigliosa città, ha antiche origini vichinghe; lo si può notare dagli atteggiamenti barbarici e rozzi dei cittadini, soprattutto nei confronti degli stranieri. Ciò non toglie però che ci sia anche gente di cuore, pronta ad aprire le porte della propria dimora per ospitati.
Le vie di comunicazione sono il punto forte della città. Ci si può spostare a piedi oppure tramite degli strani veicoli fluttuanti che non saprei come descrivere nei dettagli. Tutto ciò che ricordo è che assomigliano a dei monopattini con tre ruote con la capacità di volare.
Più e più volte mi sono recato nella città nelle vesti di mercante, lì oltre ad aver conosciuto il loro sovrano, una persona piena si sé ma dall’anima gentile, ho avuto la possibilità di visitare una dimora tipica della città.
Le case sono semplici ma allo stesso tempo molto particolari. Hanno una forma rettangolare dal tetto a punta, al loro interno vi sono molte stanze, ognuna con la propria funzione, ad esempio la principale funge da “focolare” perché al centro di essa sorge un grande fuoco sempre alimentato che riscalda l’atmosfera nelle gelide giornate d’inverno. Proseguendo avanti troviamo la stanza degli invitati; la sua funzione è molto importante: serve appunto a offrire un letto e un tetto sotto cui stare agli ospiti, ma anche a dare grandi banchetti, ricchi di invitati.
Quasi ogni abitazione è circondata da un piccolo giardino delimitato da un’elegante staccionata in legno di larice.
Il porto della città si erige ai piedi di un’alta scogliera, raggiungibile tramite delle passerella. Le navi che vi giungono e vi partono sono prevalentemente di ricchi mercanti arrivati a Lotbroch per commerciare.
Questa città è una perfetta e meravigliosa fusione tra l’antico e il nuovo.
Il suo nuovo fascino è dato dalla possibilità di trovare nello stesso luogo sia antiche statue e casupole in legno ma anche auto all’avanguardia e alti palazzi in vetro dei nobili ricchi.
Maledico questa città perché inverosimilmente bella; dicono che essa ti streghi con il suo splendore e la sua unicità. Sono caduto anch’io fascino del suo splendore: i suoi contorni mi si fissano nei sogni, confondendosi con la notte. 
Riccardo Musso, 2 AFM

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