Buongiorno Bardonecchia!

Eccola la nostra Bardonecchia, così come viene raccontata da una nostra alunna di seconda. Una Bardonecchia poetica, innevata, un posto da favola. 
La nostra città attraverso gli occhi di Kejsi!
È mattina, sono le 7:30, sono sveglia da circa un’ora e pronta per uscire e andare a scuola. Prendo lo zaino, mi copro bene visto che il termometro che misura la temperatura esterna segna -10, più freddo del solito, apro la porta ed esco…
Mi meraviglio che ci sia già così tanta luce da riuscire a vedere anche il ghiaccio intenso presente in tutte le vie di Bardonecchia. Proseguo il mio cammino e vedo solo case fatte di pietra e legno.
I pini di un color verde intenso si innalzano sopra di me, fanno molta paura perché più in su degli alberi ci sono grandi ammassi di neve fresca caduta un giorno prima.
Passata la cosiddetta ”selva oscura”, proprio perché arriva poco sole, attraverso un piccolo ponte fatto di legno che non è tanto resistente, anzi sta quasi per crollare perché è molto vecchio. L’acqua che gli scorre al di sotto è limpida, con un colore verde acqua che solo a guardarlo ti  incanti. Proseguo il mio percorso da sogno, e per la prima volta vedo una persona che cammina, e la saluto; a Bardonecchia ci conosciamo tutti e salutare è segno di buona educazione. Il sole piano piano si intravede sempre di più, in mezzo alle montagne piene di neve che brillano anche senza la luce.
Lo spettacolo che ho davanti ai miei occhi è inimmaginabile e non mi stancherò mai di guardarlo. Dietro alle mie spalle, si avvicinano delle nuvole color nero e grigio, con uno sguardo aggressivo e un rumore cupo di sottofondo.
Sto quasi per arrivare nel cuore del paesino e si sente solo un grande e intenso silenzio con la presenza di una forte soffiata d’aria proveniente dalle nuvole. 
Giunta in centro, il silenzio svanisce totalmente e molti cittadini si fanno sentire.
Improvvisamente inizia a nevicare e il paesaggio è ancora più bello, anche se fa molto freddo. Sicuramente dopo scuola farò un giro solo per ammirare la sua bellezza rara.
Durante le lezioni guardo fuori:  dalla finestra si intravedono le montagne completamente innevate e l’aria è così forte che sembra quasi ci sia una bufera.
Finita la scuola mi reco di gran passo a casa per mangiare un boccone veloce e incamminarmi nella mia zona preferita, dove c’è  un castello antico che mi fa immaginare tantissime cose. Arrivata lì non mi sento più le mani che ormai si sono congelate dal freddo gelido. Ma nonostante questo mi fermo in una strada larga piena di lastre di ghiaccio e ammiro la natura riflettendo su tutto.
La neve è finita da pochi minuti ma il paesaggio di Bardonecchia si intravede benissimo: le poche case presenti sono ricoperte di neve fresca, le grandi montagne si innalzano e la racchiudono in una piccola valle quasi a forma di stella. Gli alberi attorno a me si muovono a causa del vento.
E’ ormai pomeriggio inoltrato e il buio si fa avanti; questa è un’altra caratteristica dell’inverno a Bardonecchia, il sole saluta presto la giornata.
Mi incammino verso casa e sento il vento aggressivo che soffia su di me, le luci delle case di Bardonecchia si accendono illuminando gran parte delle strade.
Accompagnata dal chiarore diffuso della luna che si riverbera sulla neve, saluto la mia città, e le dò appuntamento a domani. 
Kejsi Querimi, 2 AFM

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